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Gdpr: l'antiriciclaggio ha la meglio

I soggetti obbligati all'adeguata verifica sono esenti dal seguire i nuovi dettami Gdpr sulla privacy

30/05/2018

Lo scorso 25 maggio è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo in materia di privacy, ormai meglio noto come Gdpr, che consiste in una maggior tutela dei dati personali.Ebbene, se nell’era della cibernetica la protezione delle informazioni individuali è di vitale importanza, l’adempimento delle normative a contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo lo è ancora di più.

Su questo il legislatore è stato chiaro e la tutela dei dati personali non può in nessun caso scavalcare la prevenzione dei reati e la sicurezza pubblica. L’ambito antiriciclaggio si inserisce proprio fra queste due sfere.

Del resto, l’adeguata verifica della clientela richiesta obbligatoriamente agli operatori finanziari e ai professionisti fa perno proprio sulla domanda e il trattamento delle generalità e, più in generale, di informazioni relative al soggetto spesso riservate. Non solo, i dati raccolti dovranno essere conservati dagli intermediari finanziari per almeno dieci anni dalla cessazione del rapporto continuativo. È lapalissiano che, se agli incaricati fosse chiesto di rispettare i nuovi dettami contenuti nel Gdpr, questi non potrebbero ottemperare alla due diligence.

In sintesi la normativa antiriciclaggio prevale su quella del Gdpr in quanto l’adeguata verifica non può prescindere dalla raccolta, analisi e conservazione di dati personali.

 


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