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La Gdf può chiedere i dati direttamente al professionista

Interventi e verifiche nell'ottica dello scambio automatico d'informazioni fiscali nell'Ue

25/07/2018

“Toc toc”

“Chi è?”

“Guardia di finanza”.

Questa è una scena che, d’ora in poi, si ripeterà puntualmente presso gli studi dei professionisti in quanto le Fiamme Gialle dispongono ora dell’autorizzazione a raccogliere tutte le informazioni necessarie a consentire lo scambio automatico d’informazioni nell’Unione europea.

Nell’ambito del legislativo 16 maggio 2018 n. 60 in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale, la Gdf può recarsi direttamente dal professionista a domandare i dati utili ed eventualmente anche avviare accertamenti se dovessero emergere “significative evidenze, sintomatiche di violazioni alle prescrizioni di cui al Dlgs 231/2007”.

Per non lasciare nulla al caso le Fiamme gialle hanno divulgato una circolare che illustra tutte le modalità di accertamento in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo, è scritto nel documento, è di “assicurare agli organi dell’Amministrazione finanziaria, la possibilità di attingere ai dati e alle informazioni raccolte e conservate dalle istituzioni finanziarie e dagli altri soggetti tenuti all’assolvimento degli obblighi antiriciclaggio”. Il tutto nell’ottica di una maggior trasparenza e una più efficiente azione contro i reimpiego di capitali a livello internazionale.


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