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Whistleblowing: la Commissione Ue amplia il raggio d'azione

Da Bruxelles la proposta a favore di una maggior tutela dei segnalanti

02/05/2018

Il whistleblowing è una cosa seria e, per questo, deve essere regolamentato. Lo scorso 23 aprile è stata avanzata, dalla Commissione europea, una proposta a favore di una maggior tutela di coloro che segnalano violazioni all’interno di realtà pubbliche o private. Il raggio d’azione sarà vastissimo e vorrà coprire i coraggiosi che si esporranno additando malefatte in campi come, tra i tanti, appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

Dato che, finora, sono solo dieci gli Stati membri che si adoprano per una degna protezione dei whistleblower, la Commissione desidera spingere a una maggior adesione.

Inoltre, i nuovi dettami europei allargheranno la legge italiana affinché le normative in materia siano adottate da tutte le imprese con oltre 50 dipendenti e/o un fatturato oltre i 10 milioni a tutte le amministrazioni statali e regionali e ai Comuni con più di 10mila abitanti. Queste dovranno disporre di procedure interne precise, una comunicazione su tre livelli, che coinvolgono canali interni, segnalazione alle autorità, divulgazione al pubblico e a media, e il totale anonimato del segnalante per evitare ritorsioni. Inoltre le imprese dovranno obbligatoriamente trattare le segnalazioni e fornire un riscontro entro tre mesi.


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