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Il Parlamento europeo approva la V direttiva antiriciclaggio

Con l'upgrade della IV direttiva cadrĂ  l'anonimato nell'utilizzo di bitcoin e altre monete virtuali come mezzo di pagamento

23/04/2018

La IV direttiva antiriciclaggio, appena recepita in Italia nella 9072017, è già obsoleta tanto che la V versione è già stata approvata, in data 19 aprile, dal Parlamento Europeo. Ovviamente ci vorrà tempo per l’entrata in vigore che avverrà dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue e della trascrizione da parte dei vari governi.

L’upgrade della IV direttiva è utile a consentire un maggiore accesso alle informazioni delle persone che si trovano dietro alle imprese e inasprisce le norme che disciplinano le monete virtuali e le carte prepagate anonime.

Tra le novità salienti ci sarà il diritto, da parte del cittadino, di accedere alle informazioni relative ai beneficiari effettivi delle imprese operanti nell’Unione. Inoltre, sempre con l’obiettivo di prevenire il riciclaggio di denaro da parte di fiduciarie e strumenti finanziari sofisticati, potrebbe essere introdotta una misura affinché, organizzazioni non governative o di giornalismo d’inchiesta, possano accedere ai dati sui beneficiari effettivi.

Argomento che scotta e di estrema attualità è quello delle valute virtuali. I prestatori di servizio cambio tra le monete criptiche e quelle legali, dovranno effettuare l’adeguata verifica della clientela. In questo modo cadrebbe definitivamente l’anonimato legato a bitcoin e compagnia bella.

Piattaforme di valute virtuali e prestatori di servizi dovranno essere registrati e, nel caso di pagamento con questo genere di monete, verranno intensificate alcune misure tra cui la riduzione della soglia per l’identificazione dei possessori di carte prepagate a 150 euro, anziché 250; la valutazione del rischio riciclaggio in Paesi terzi e possibili sanzioni per transazioni poco trasparenti; protezione dei whistleblower che segnalano casi di riciclaggio.

 

 


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