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Quando la ricettazione è riciclaggio

Per la Cassazione depositare soldi sporchi in banca non è ricettazione, ma reimpiego dei capitali

21/11/2017

Depositare in banca soldi di provenienza illecita per “rigenerarli” non è più considerato ricettazione, bensì riciclaggio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 52549, ha sposato il ricorso del Pm che proponeva la riqualificazione del reato di ricettazione, sancito dalla Corte d’Appello per due imputati, in riciclaggio.

I due avrebbero aperto libretti di risparmio attraverso generalità d’invenzione e, di conseguenza, fornendo documenti falsi con lo scopo di utilizzare contante emesso dalla banca anziché il proprio sporco. Per la Cassazione si tratta di puro riciclaggio che si distingue proprio per la volontà di ostacolare l’identificazione della provenienza del bene. Infatti, per gli Ermellini, “chi versa denaro di provenienza illecita sul conto di una società fiduciaria senza un formale incarico da parte del proprietario della somma, rendendo così più difficile la tracciabilità” è colpevole, senza ombra di dubbio, proprio di riciclaggio.


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