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L'amministrazione fiscale può attingere alle informazioni dell'adeguata verifica

Per garantire assistenza amministrativa, le Entrate e la Gdf potranno accedere alle informazioni antiriciclaggio raccolte dai soggetti obbligati

23/05/2018

Si chiama Dac 5 ed è l’acronimo di Directive on administrative cooperation. Con il recepimento del della direttiva Ue 2258 del 2016 di modifica della precedente direttiva 16/2011, lo scambio di informazioni sarà di più ampia portata anche in Italia.

Praticamente, d’ora in poi, le autorità fiscali avranno accesso alle informazioni che i professionisti sono obbligati a raccogliere attraverso l’adeguata verifica

Gli Stati membri Ue, tra cui appunto l’Italia, devono consentire alle proprie amministrazioni fiscali la consultazione di tutti i file, dossier e informazioni in generale legati all’antiriciclaggio. Di conseguenza, ad essere interessati sono tutti i soggetti obbligati ad ottemperare la normativa, vale a dire intermediari bancari, finanziari, assicurativi, le fiduciarie e i professionisti.

Fin da subito, le amministrazioni finanziarie dell’Unione europea hanno accesso ai dati relativi all’adeguata verifica della clientela, ai titolari effettivi delle società, dei trust e di altre società.

Si tratta di una modifica al decreto legislativo 29/2014 che prevede la collaborazione amministrativa nel settore fiscale. In poche parole, se all’Agenzia delle Entrate, o alla Guardia di Finanza, viene chiesta assistenza amministrativa esse devono poter attingere a tutti i dati necessari, anche quelli desunti dall’attività di prevenzione del riciclaggio svolta dai soggetti obbligati.

Inoltre, l’amministrazione finanziaria italiana avrà la prerogativa di consultare il registro centrale dei titolari effettivi cui tutte le società, di qualsivoglia natura, dovranno comunicare il titolare effettivo.

 


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