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I salti da un conto all'altro sono autoriciclaggio

Se il denaro di origine illecita viene spalmato su vari conti, attraverso piĆ¹ operazioni, si parla di autoriciclaggio

08/02/2019

Se di origine illecita, i bonifici tra gruppi, le rate del mutuo o gli assegni a garanzia di finanziamento possono sfociare nel reato di autoriciclaggio.

Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 5719/19 emessa a seguito di un’indagine su un’associazione a delinquere verificatasi nel settore sanitario. All’imputato veniva contestato l’autoriciclaggio per aver spalmato attivi di alcune società da lui acquisite su conti di altre società. Da qui l’ipotesi di autoriciclaggio avanzata dalla Procura della Repubblica e non di solo “godimento personale non punibile”, tesi sostenuta dalla difesa.

 
La  Quinta sezione penale ha subito smontato gli argomenti difensivi spiegando che i passaggi da un conto corrente all’altro provano un allontanamento delle “provviste”, in questo caso non limpide, dalla loro origine, quindi una volontaria  dissimulazione della provenienza denaro.  

Su questa base la Corte ha individuato una condotta tipica di autoriciclaggio la cui soglia di punibilità è inferiore a quella del riciclaggio nonostante l’affinità del reato.


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