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Commercialisti: entro il 23 luglio adeguarsi alle linee guida

Prima di fine mese la categoria deve assorbire i tre tecnicismi dettati lo scorso gennaio dal Consiglio Nazionale

10/07/2019

Restano pochi giorni ai commercialisti per adeguarsi alle tre fondamentali linee guida antiriciclaggio pubblicate lo scorso gennaio dal Consiglio nazionale. Entro il 23 luglio, la categoria dovrà considerare come faro il trio di tecnicismi delineati appositamente dal Cn per osservare adeguatamente gli adempimenti.

Prima fra tutti entra in gioco l’autovalutazione: con una scala graduata sull’intensità, i professionisti dovranno esprimere il livello di rischio tenendo in considerazione fattori chiave quali la tipologia di clientela, l’area geografica, i canali distributivi e i servizi offerti. Le misure per il controllo del rischio stesso scatteranno proprio sulla base dei risultati del procedimento di autovalutazione.

Inoltre, a dimostrazione dell’importanza imprescindibile che l’antiriciclaggio ha assunto, gli studi dovranno creare una funzone antiriciclaggio se esistono nello stesso due o più professionisti, a prescindere dal numero delle sedi, o addirittura costituire una vera e propria struttura dedicata se l’organizzazione conta oltre 30 professionisti e collaboratori. In questo caso dovrà essere nominato un responsabile antiriciclaggio e introdotta una funzione indipendente atta a verificare i presidi di controllo.

Espressamente per i commercialisti, nella seconda regola vengono, invece, elaborate delle semplificazioni ad hoc sull’adeguata verifica basate sulla valutazione del rischio che esentano, per esempio, il professionista dall’entrare nello specifico di alcune operazioni di cui si occupano invece i contabili.

La terza linea guida si sofferma sull’identificazione della clientela da parte degli studi associati o società tra professionisti che, in tal caso, dovrà essere effettuata dal responsabile antiriciclaggio incaricato. Eventualmente, l’attività può essere delegata a terzi, ma la responsabilità resta a carico dei soggetti obbligati. Sempre nel medesimo dettame, il Consiglio nazionale approondisce e specificati gli obblighi di adeguata verifica semplificata e rafforzata.


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