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Adeguata verifica proporzionale al rischio

L'ultimo provvedimento di Bankitalia spiega la differenza tra la rafforzata e la semplificata

29/08/2019

Il grado di adeguata verifica dipenderà, d’ora in avanti, dal grado di rischio. Questo, in sintesi, quanto prevede il provvedimento che Bankitalia ha emanato lo scorso 30 luglio e che si adegua al prossimo recepimento della V direttiva europea antiriciclaggio.

Ciò significa che, da gennaio, gli intermediari finanziari e tutti i professionisti coinvolti nell’adempimento delle norme di prevenzione al reimpiego illecito di capitali dovranno effettuare una profilazione del cliente sulla base dell’esposizione che questi ha in ambito di antiriciclaggio.

Se la vecchia normativa esentava dall’adeguata verifica i soggetti ritenuti law risk, dal 2020 dovranno esserne raccolti i dati “al primo contatto utile” e non oltre fine giugno dell’anno venturo.

Appurato il fatto che la compliance debba basarsi sul grado di rischio, questo come si determina? Secondo la nota di Bankitalia vanno tenuti in considerazione alcuni fattori rilevanti come le caratteristiche e la condotta del cliente, le operazioni intrattenute, il rapporto continuativo e il titolare effettivo. In ausilio al professionista accorreranno degli algoritmi che classificheranno ogni cliente.

Inoltre verrà introdotto un documento di policy antiriciclaggio in cui dovranno essere formalmente descritti i processi di adeguata verifica e quali misure siano state prese, se semplificate o rafforzate.

Vien da sé che le procedure applicate ai clienti considerati a basso rischio saranno semplificate, ovvero che le tempistiche sulla raccolta delle informazioni e dei documenti a suo carico saranno più estese, entro 30 giorni, così come l’analisi sarà meno approfondita.

Al contrario se si palesa un grado di rischio riciclaggio maggiore, l’adeguata verifica sarà rafforzata attraverso una più capillare e certosina raccolta di dati sul cliente.


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