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Cybervalute: un anonimato pericoloso

La polizia cantonale come anche Gafi Fatf sono mesi che evidenziano come l'anonimato alla base delle tecnologie applicate alle cybervalute possono ostacolare la giustizia nella lotta al riciclaggio di denaro

27/03/2018

Come si poteva leggere all’interno dell’ultimo bilancio del REF (sezione reati economico finanziari) della polizia cantonale: “La criminalità economica, ma anche quella organizzata, spinte dagli accresciuti controlli a livello internazionale sulla circolazione del denaro attraverso i canali bancari classici, da tempo utilizzano il potenziale offerto da Internet perché molto più difficilmente tracciabile. Anche in Ticino ci si è confrontati con queste forme di riciclaggio rappresentate, ad esempio, dal bitcoin, denaro virtuale trasferibile molto più rapidamente in tutto il mondo (anche dove non ci sono banche), con costi nulli o bassi rispetto al canale bancario classico e con un anonimato garantito».

Infatti, sembra che anche i mercati degli stupefacenti ormai si affidino alle transazioni tramite le cybervalute. Ne è un esempio quanto accaduto a gennaio di quest’anno, quando la notizia sulla riuscita di un’operazione portata avanti dalla guardia di finanza di ponte Chiasso ha portato alla luce un maxi sequestro di 400 chilogrammi di stupefacenti (marijuana e hashish). La cosa che incuriosì gli inquirenti fu proprio che i pagamenti per queste sostanze furono effettuate tramite queste famigerate monete virtuali.

Già due anni fa, la Financial action task force (Gafi-Fatf), l’organismo intergovernativo indipendente che sviluppa e promuove politiche finalizzate a proteggere il sistema finanziario globale, aveva segnalato la possibilità che questa rivoluzione finanziaria potesse rivelarsi piuttosto pericolosa.

«Le valute virtuali e i bitcoin in particolare sono l’ondata del futuro per i sistemi di pagamento e forniscono un nuovo e potente strumento per criminali, terroristi, finanzieri ed evasori, consentendo loro di far circolare e conservare fondi illeciti, fuori dalla portata del diritto».


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