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Scandalo Azerbaigian: rete di riciclaggio tramite società UK

Baku ha organizzato una rete di corruzione per mascherare violazioni sui diritti umani. Coinvolto politico italiano

08/09/2017

Riciclare soldi, per ripulirsi la coscienza e l’immagine. Questa è stata la tattica messa in atto dalla classe dirigente dell’Azerbaigian, con il beneplacito del governo stesso del Paese. Per mettere a tacere la stampa internazionale circa le violazioni ai diritti umani commesse dal presidente, Ilham Aliyev, Baku avrebbe orchestrato una vastissima rete di corruzione che coinvolge, a detta del Guardian che ne riporta la notizia, esponenti della politica e della stampa europea.

Si tratta di 3 miliardi di dollari versati dalla classe dirigente azera a una serie di società britanniche ingaggiate per pagare, per vie controverse, “profumi e balocchi” ai personaggi da tenere a bada. Il quotidiano parla di 16mila pagamenti riservati avvenuti tra il 2012 e il 2014 transitati per società registrate alla Companies House di Londra.

A sollevare il primo sospetto di riciclaggio sarebbe stata la Danske Bank cui i pagamenti giungevano tramite una filiale estone. Accortosi delle irregolarità, l’istituto danese avrebbe preso le dovute misure.

Tra i vari politici corrotti vi sarebbe anche l’italiano Luca Volontè che avrebbe accettato, come membro de PPE, una donazione di circa 10 milioni di euro dal lobbista azero Suleymanov grazie a una convenzione tra la ONG di quest’ultimo e la Fondazione Volontè di Saronno. Somma percepita attraverso operazioni frazionate da 100 mila euro al mese e passando per quattro differenti società sparse per paradisi fiscali caraibici. Tutto liscio finché la banca di Volontè, la BCC di Barlassina, ha inviato una sos grazie alla quale la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per riciclaggio e corruzione.

Oltre a personaggi di spicco della politica e dei network europei, anche gli Stati Uniti sembrerebbero coinvolti in questa losca vicenda. Protagonisti sarebbero alcuni immobiliaristi, tra l’altro soci in affari dell’attuale presidente Donald Trump, che avrebbero avviato il progetto di una Trump Tower a Baku mai completata.


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