« Archivio

Antiriciclaggio e Mifid si incontrano

La seconda versione della Mifid amplia gli adempimenti, con punti in comune all'adeguata verifica

01/09/2017

Uno dei veicoli primari per riciclare il denaro sporco sono gli investimenti sui mercati finanziari passando attraverso un intermediario. Perché, allora, non far convergere la normativa finanziaria europea a tutela degli investitori, la Mifid, con le normative antiriciclaggio?

E in effetti,a pensarci bene, anche lo scopo delle norme a prevenzione del reimpiego del denaro illecito è di proteggere gli intermediari, e i loro clienti, dall’ignaro coinvolgimento in casi di sbiancamento di capitali.

La versione aggiornata della Mifid va a modificare il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (Tuf) soprattutto sul product governance che,nella prima variante, prevedeva che l’impresa d’investimento che fornisce servizi di consulenza  avesse l’obbligo di profilare i clienti, anche in materia di investimenti. Ora la Mifid 2 aumenta gli adempimenti per le imprese di investimento che dovranno informare gli utenti anche sui rischi, sulle perdite, sugli oneri, i costi della consulenza.

Obblighi che si incrociano con quelle sull’adeguata verifica della clientela dell’antiriciclaggio, proprio perché le imprese ne sono sottoposte e, la suddetta, prevede dal cantu suo misure proporzionali al rischio elevato.


« Archivio