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Riciclaggio ed evasione: una lotta comune

Scambio automatico d'informazioni e normative antiriciclaggio nella stessa direzione

30/08/2017

Condivisione. Questa è la nuova parola d’ordine per prevenire non solo l’evasione fiscale, ma anche il riciclaggio di denaro. Con la nuova direttiva europea, la 2016/2258, che riguarda la cooperazione amministrativa e che definisce lo scambio automatico d’informazione, viene introdotta una novità fondamentale: il diritto d’accesso alle informazioni antiriciclaggio.

Ciò che accadrà sarà una confluenza tra le normative sulla prevenzione del reimpiego illecito di denaro e l’assistenza amministrativa, ormai definita in standard globali e già in atto dal 1°gennaio 2016 nei 27 Paesi membri e da quest’anno anche in Austria.

Un’importante svolta riguarda anche l’individuazione del titolare effettivo. Le autorità hanno il compito di dover risalire, se il correntista non fosse una persona fisica, i cosiddetti beneficial owner, così come previsto dalla Quarta direttiva.

Per riuscire ad adempiere agli obblighi, gli intermediari europei, dunque italiani, dovranno poter accedere alle informazioni in materia antiriciclaggio raccolte in tutta l’Ue, tra cui l’adeguata verifica della clientela, dei trust e così via. Ciò comporterà un’integrazione  dei dati raccolti a livello nazionale per avere dossier più completi, nonostante vi sia il rischio di creare confusione proprio sul rintracciamento del titolare effettivo.

 


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